City Of The Dead,
Street music label & mailorder
Oi! ~ Punk-Rock ~ HardCore ~ Skinhead Reggae ~ SkaNé fascisti Né zozzoni - Neither fascists nor hippies
Intervista agli Stab

City Of The Dead ha recentemente pubblicato su CD la discografia completa degli Stab di Bologna e realizzato un sito dedicato a loro.
Il CD, la cui uscita sarà festeggiata domani sabato 10 gennaio al Sub Son di Bologna, alle 22, verrà poi presentato ufficialmente e promosso con una serie di concerti di cui stiamo al momento fissando le date ... Bella notizia, vero?
Per chi se lo sta chiedendo: si tratta soltanto di qualche serata e non del ritorno definitivo della band ...
L'intervista che state per leggere, alle cui domande rispondono tutti i membri degli Stab (Davide "Abbondante", Marco "Uiui" e Romano), ha sia lo scopo di far conoscere la band ai più giovani che quello di soddisfare alcune curiosità di chi segue il combo punk-rock bolognese da un po' più di tempo ... Si parla infatti della loro "militanza" nei Nabat, dei Clash, della musica Oi! e ...

Partiamo dalle origini ... Cosa significa il nome "The Stab"? Cosa vi ha spinto a formarvi in un periodo (seconda metà degli anni '80) in cui a parte Klasse Kriminale ed Asociale restava in piedi ben poco dell'oi! e del real punk italiano?
Il nome Stab, significa, all’incirca, pugnalata, l’abbiamo scelto per la sua brevità, ci piacciono i nomi corti! E per una chiara assonanza con clash = lo scontro…. capito?!
Ci spinse dopo la comune esperienza punk, negli anni ’80, la voglia di risuonare fra amici e di risentire un certo tipo di musica, il piacere di suonarla, e perché avevamo qualche cosa da dire…..
Per quale motivo vi siete sciolti? E' stato solo per impegni personali e per il ritorno dei Nabat o anche per altri motivi? Non sentivate più lo stimolo per andare avanti?
La proposta di Steno di entrare nei Nabat è giunta in un momento in cui gli Stab erano in una fase di stasi dopo il nostro cd ”Nessun Ribelle” che consideriamo un punto d’arrivo, la somma di anni passati insieme, eravamo a un bivio, quella richiesta ci permise di risuonare con un vecchio amico, anzi un fratello, e ci fece prendere una salutare pausa, purtroppo o per fortuna le vite di due di noi, Marco e Davide, presero altre priorita’, e gli Stab finirono, come erano iniziati, con amicizia e bei ricordi.
Chi sono oggi Romano, Davide e Marco? Suonate ancora in qualche gruppo?
Chi siamo!??! Tre amici, innanzitutto, tre lavoratori, con idee non molto diverse da quando suonavamo insieme, ma dei tre solo Romano ha continuato a suonare stabilmente, oggi lo potete ascoltare e vedere con Rude Pravo e Bankrobber; Davide e Marco, si dedicano ai loro figli, e saltuariamente se capita, non disdegnano di suonare, purtroppo il tempo fra lavoro e casa è molto poco.
Ma la musica suonata, ci manca, almeno un po’………
Che musica ascoltate adesso? Vi siete fermati al vecchio punk o ci sono bands delle nuove generazioni che apprezzate?
A essere sinceri è da molto che ascoltiamo di tutto, chiaro, le preferenze vanno ai gruppi e generi che ben conosci: punk rock, oi!, ska, reggae, rock’n’roll dai ’50 a oggi, beat, rhythm'n'blues, soul, folk irlandese e in genere la musica popolare, alcuni di noi ascoltano anche jazz, classica, e un po’ d’italiana (quella buona!), gruppi nuovi?? Mah! non ci piacciono molto le scimiette punk da MTV!!! Preferiamo i gruppi sconosciuti che fanno ancora onesto punk o oi!. Sai fa molto male vedere l’impiegate con bondage trousers e cinture borchiate!!!

E' uscita da poco la vostra raccolta ufficiale, "Punk 77: The Stab Discography". Avete un sito ufficiale e nei prossimi mesi farete dei concerti per promuovere il disco. Questo ha risvegliato una certa attenzione nei confronti degli Stab sia da parte dei "vecchi kids" che già vi conoscevano che da parte dei ragazzi più giovani che non hanno avuto l'occasione di conoscervi a fondo. Cosa provate di fronte a questo? Pensavate di lasciare una traccia così profonda nel cuore dei kids italiani?
E’ innegabile che ci fa molto piacere, è bello sapere che c’è chi apprezza cio’ che fai o hai fatto, sinceramente abbiamo sempre incontrato gente molto in gamba, ragazzi positivi per i quali è valsa la pena suonare, e con alcuni sono nate anche belle amicizie, se pensavamo di lasciare un segno??? Sinceramente no! Non dimenticare che abbiamo fatto anche concerti con una o al massimo 7 persone, e poi abbiamo sempre suonato con il cuore, non certo per mestiere, e non abbiamo mai avuto una gran notorieta’, non pensavamo che qualcuno si ricordasse di noi! Siamo contenti di esserci sbagliati, GRAZIE!, fa molto bene alla nostra eta’, ahahahah!
Nel CD avete incluso la cover di "Groovy times" per ricordare Joe Strummer, personaggio spesso snobbato da certi santoni del punk e dal loro seguito ... Io credo che al di là delle evidenti contraddizioni lui e i suoi Clash abbiano cambiato le carte in tavola spingendo il punk prima e il "rock in genere" poi ad andare avanti, a tirare fuori sempre qualcosa di nuovo senza appiattirsi sul passato ... Cosa hanno significato per voi i Clash, "the only band that matters"? Quali altre bands dell'epoca vi hanno influenzato? E soprattutto ... quanti anni avevate nel '77?! ;-)
Non è facile sintetizzare cio’ che hanno rappresentato i Clash, per noi, anche perche’ come il vino buono, la loro “presenza” si è concretizzata nel tempo, e la strada da loro tracciata e tornata spesso a farci da faro! Ci hanno permesso di capire tante cose a livello musicale e “sociale” a non avere paraocchi, e a farlo anche noi, ricordi? “Do it your self!” (Fallo!)
Il vero senso del punk è questo, chiunque puo’ suonare o fare cose, l’importante è essere se stessi e avere voglia di comunicare, tecnica ed esperienza si fanno con gli anni, e poi l’amore per la liberta’, e accorgersi che non ci sono miti o super uomini, i Clash, con le loro scelte a volte contradditorie, hanno dimostrato, che siamo tutti esseri umani capaci di cose meravigliose o tremende schifezze, sta a noi scegliere, e che razzismo, dittature, o stronzate simili, non appartengono, non solo alla musica ,ma alla vita stessa, se non a qualche mente malata, gia’ condannate dalla storia.
Altri gruppi? Ramones, SLF, Sham 69, Sex Pistols, Angelic Upstarts, Damned, Jam, Dead Kennedys, della scena OI! apprezziamo molto Business, Infa-Riot, 4-Skins, Cockney Rejects e un’infinita’ di gruppi di punk del ’77/OI! da non bastare lo spazio di tutta l’ intervista, ah… dimentichevamo i Redskins, ma sono un’altra storia……..
Una nota per certi santoni punk e gregge al seguito prima di parlare dei Clash, fare un esamino di coscienza…. a buon intenditore….
Quanti anni avevamo nel ’77? C’è un equivoco,da noi il punk è arrivato almeno al grosso pubblico nel 78/80, comunque nel 77 avevamo 13 anni, ascoltavamo il punk alla radio, ma è dal 1980 che abbiamo cominciato a essere ”attivi”. (COTD: no no, nessun equivoco, era soltanto per farvi sentire vecchi! ;-))
Alcuni di voi sono stati skins, avete suonato tutti nei Nabat e pur suonando punk '77 siete sempre stati accomunati all'oi! per il vostro seguito, per i vostri contenuti e per la vostra immagine working class ... Un vostro pezzo - "Bianco e nero" - verrà incluso nella compilazione della SHARP Italia. Come vi rapportate all'oi e alla cultura skin oggi? Queste cose fanno ancora parte delle vostre vite, al di là del vostro modo di vestire?
Guarda, onestà per onestà, nessuno di noi è mai stato skin, nel senso “puro” del termine, anzi Davide (Abbondante, parlo in prima persona): quando i Nabat nel 1980/81 divennero skin, mi facevo le seghe con i Crass, e l’hard core, anche se non disdegnavo l’oi!, UIUI è sempre stato un punk rocker, e cosi’ Romano, poi con il formarsi degli Stab, il nostro animo da classe operaia è uscito, prepotentemente, e almeno io ho scoperto la mia vera anima, apprezzo molto lo stile oi! e il modo in cui si rapporta alla vita, diretto, sincero, e senza fronzoli o pippe mentali, insomma puo’ sicuramente essere nelle sue forme migliori la voce di chi lavora e di chi come noi è nato in un quartiere di periferia, non dimentichiamo l’importanza della musica nera, ska, reggae, northen soul, che oltre che essere ottima musica, è un ottima cura antirazzista, e fa ballare pensando il che non guasta. Oggi, anche se non possiamo certo dirci skin, ripeto e sottolineo nel senso “puro”, sentiamo ancora nostro quel mondo di skin & punk, che ripeto ci ha dato molto supporto e affetto, e questo non lo dimenticheremo mai. Per il resto se sei abituato a lavorare almeno otto ore al giorno (a volte di piu’), non puoi non sentirti vicino all’OI! almeno con lo spirito, in tempi di merda come questi.
Avete dedicato una canzone - "Come i nostri vecchi" - ai partigiani ... "The boys of the old brigade" parla della lotta per l'indipendenza dell'Irlanda, il testo di "Tempi moderni" è preso da una poesia di Bobby Sands ... "Un'altra primavera" può essere considerato un piccolo inno punk-rock anarchico ... Sotto questo punto di vista siete sempre stati un gruppo politicizzato pur non scadendo mai in slogan di facile presa e in stupidi cliché ... Credete che sia ancora possibile toccare certe tematiche con un minimo di stile e di passione? Cosa pensate di chi invece vorrebbe escludere a priori qualsiasi forma di impegno dal punk-rock e dall'oi?
Mah! Non siamo mai stati un gruppo politicizzato, nel senso di fare propaganda o appartenere a qualche partito, siamo e restiamo tutti fondamentalmente dei libertari, e abbiamo sempre avuto il vizio di dire cio’ che pensiamo, se questa è politica ben venga!
Escludere considerazioni sociali o di vita reale dalla musica???! La musica se è vera e viva deve riflettere le idee, i sentimenti di chi la fa’, e se a volte tratta di temi sociali, è perche’ i tempi sono maturi e la sensibilita’ è alta, escluderla a priori o propugnarla in toto, ci fa’ molta tristezza. Due facce della stessa triste medaglia….. insomma si puo’ scrivere e cantare di tutto, basta essere sinceri, poi sara’ la gente a scegliere cosa ascoltare o seguire, noi abbiamo sempre cercato di dare input positivi, o almeno lo speriamo…. I tempi sono sempre maturi per diffondere le proprie idee……… e lo stile si puo’ impararlo dai buoni maestri, l’importante è il cuore……….
Come tutti i gruppi "real punk" siete stati accusati di questo o quell'"-ismo". "Just a little bird" in particolare è stata vista come una canzone sessista e maschilista ... Di cosa parlava in realtà quel pezzo?
Guarda…… mi collego a quanto sopra… ci sono preti ovunque, e molti di piu’ nelle cosiddette realta’ antagoniste (e non facciamo polemica!!!) comunque, ti rispondiamo per amicizia, perche’ non è nostro uso giustificare un testo…….. il testo l’ho scritto io (Abbondante), e mi è stato ispirato da un articolo dove le casalinghe di qualche paese si erano indignate verso delle prostitute, non capendo che i loro stessi mariti le frequentavano, vedi …. il solito perbenismo bigotto, che non scava mai affondo nei problemi, il testo era una provocazione e un gioco, su un ritmo HC, un testo HC!!! Discutibilissimo finche si vuole, ma per favore, non parliamo di maschilismo!!!
Cosa vi manca degli anni degli Stab? Avete mai pensato di tornare insieme? Non credete che i concerti che state per fare potrebbero darvi lo stimolo per suonare di nuovo ... impegni permettendo?
Cosa ci manca?? La musica, la possibilita’ di esprimerci, lo stare insieme, i concerti, l’amicizia dei ragazzi sotto il palco, un periodo, delle nostre vite bello e senza tanti limiti, adesso bene o male per chi ha famiglia, pur non rinnegando nulla, ci sono molti impegni e poco tempo, sai i bambini hanno giustamente bisogno di presenza e attenzione, e stare con loro è bellissimo ma ti tolgono energie e spazio!
Tornare insieme al di la’ di questi concerti?? Non si puo’ mai dire mai, ma di certo non siamo piu’ gli stessi, volendo o no il tempo ti cambia, forse sarebbe interessante risuonare insieme e fare cose nuove o almeno piu’ inerenti a cio’ che siamo, lo ribadiamo abbiamo sempre suonato con il cuore, non sarebbe bello fare il revival degli Stab, sarebbe molto triste non trovi??? Altra cosa è qualche concerto per ritrovarsi con vecchi e nuovi amici. Comunque, per essere onesti come sempre, non si puo’ escludere nulla, abbiamo imparato a nostre spese, che la vita riserva sempre molte sorprese, e alcune molto piacevoli, come il tuo interesse per noi e quello di tanti altri ragazzi, a costo di sembrare noiosi: Grazie a tutti, se abbiamo fatto bene e con cuore la nostra musica lo dobbiamo anche a tutti voi. Stay free!





